mercoledì 2 ottobre 2013

XVIII tappa: l'ultima montagna e il primo olivo

Tappa: Neapoli - Veria
Km: 114
Media: 22.2

Evidentemente, se in Grecia c'e' un'ora in piu', anche l'alba arrivera' dopo, e quindi la mia sveglia mattutina alle sei si e' rivelata inutile, l'oscurita' regna sovrana fuori dalla tenda... meglio cosi', si dorme di piu'! Tra l'altro la notte e' stata perfetta, non faceva neanche freddo dentro la tenda, ormai sono nelle calde terre mediterranee...
La destinazione di oggi e' Veria, ed in teoria la tappa sara' facile per i primi 70 od 80 km, e poi la montagna, di 1300 e passa metri, in teoria l'ultima che affrontero' in questo viaggio (si spera!). Se dentro la tenda non faceva freddo, in valle invece si, infatti l'umidita' si e' tutta concentrata li e i primi km del giorno sono abbastanza freddini, ma nulla a che vedere con i giorni montenegrini o sloveni. La strada, invece di essere pianeggiante, va su e giu', poca roba, ma si sente abbastanza, e man mano che avanzo, il paesaggio diventa sempre piu' brutto, secco e brullo, quasi non da' piacere pedalare per queste zone.
Arrivando a Kozani mi rifornisco di energie con pasticcini e caffe' turco, una mezz'oretta di pausa e poi via di nuovo, verso la montagna che so che verra'. Intorno a me c'e' la steppa, tutto giallo, non so se e' brutto o affascinante: sicuramente le enormi fabbriche che noto in lontananza sono orribili, tre stabilimenti a distanza di qualche km l'uno dall'altro per la produzione di energia, posti ai piedi di montagne spoglie e circondati dalla steppa gialla: ho pure pensato che fossero centrali nucleari, e questo avrebbe spiegato il paesaggio intorno ad esse, ed invece no...
Vengo fermato da un militare poco prima che cominciasse la salita, che evidentemente aveva voglia di chiacchierare ed era curioso di vedere un ciclista (un alieno, come ci definisce il mitico Rigatti), e che mi consiglia di prendere l'autostrada per arrivare a Veria... ah beh, certo! E non e' il primo greco che me lo dice... e' che cosi' avrei evitato le montagne, passando per i tunnel... ancora meglio! Ovviamente non seguo il preziosissimo consiglio e comincio ad andare su, e su, e su. E' mezzogiorno, fa un caldo cane, sudo e la montagna e' di quelle assassine, senza un'attimo di pausa e senza un albero che faccia un po' d'ombra, tutto e' secco li intorno. Meno male che ci sono i tornanti a spezzare la salita, ma soffro un po' la mancanza visiva di verde intorno a me, ci sono solo piccoli arbusti che potrebbero fare ombra solo ad una lepre. Dopo qualche km una macchina mi si affianca per chiedermi delle informazione per arrivare ad una chiesa, e dopo un paio di parole scopriamo di essere tutti italiani! Loro sono una coppia di Bologna in viaggio per la Grecia, e che stanno andando verso una chiesa che in teoria si trova su questa montagna, ma io non ne so niente, e loro proseguono, dopo avermi gentilmente donato dei biscotti e della preziossima acqua: quella della mia borraccia era quasi finita, e li intorno non c'e' niente. La cima la raggiungo dopo mezz'oretta, intervallata da una pausa per raccogliere mele dall'unico melo della montagna, una specie di miraggio: da lassu' la vista della valle sottostante e sulla montagna, con i tornanti, l'autostrada e una diga. C'e' anche un trionfale cartello con scritto GPM, gran premio della montagna, vuol dire che ci fanno pure le gare su quella salita, e io lo supero con le braccia alzate... insomma, anch'io ho le mie piccole vittorie giornaliere! Tra l'altro dev'essere l'ultima montagna del viaggio, in teoria da qua in poi solo pianura o piccole colline.
La strada comincia a scendere veloce in mezzo al verde (da questo lato la montagna cambia totalmente!), ma un cartello con il segnale di una chiesa mi fa ricordare i due bolognesi incrociati, e allora vai di deviazione, la chiesa la vedo da li, quindi non dev'essere troppo distante. Purtroppo la chiesa non e' nulla di che, un edificio moderno che ospita antichi oggetti sacri bizantini, ma ritrovo i due simpatici bolognesi, Tina e Sandro che mi offrono addirittura il pranzo, di una gentilezza estrema! Dopo le consuete chiacchiere sui viaggi, arriva il tempo di ripartire, la discesa e' velocissima, le pendenze forti, e arrivo a Veria in un batter d'occhi. Poco prima di Veria, il primo olivo, l'albero del desiderio, che non arrivava mai, sognato con Roberto, e che avrebbe significato Mediterraneo... ormai siamo vicini!
A Veria mi trovo con Alexia, la ragazza che mi ospita assieme al suo moroso Makis, anche loro due persone splendide che mi accolgono con un altro pranzo da re (dal quale non mi tiro assolutamente indietro). La sera Alexia lavora in bar, e io ne approfitto per visitare la citta', con il centro storico piccolo ma affascinante, con le consuete casette ottomane e chiese bizantine, che con la notte assumono ancora piu' fascino. E' sabato sera e la via principale e' piena di vita, e alla fine io e Makis, assieme ad un amico cretese, finiamo nel bar di Alexia, tra raki e perle di saggezza sulla superiorita' cretese eheh... Quando le ore si fanno piccole io alzo bandiera bianca, lascio i ragazzi al bar e me ne torno a casa...eeeeeeeh, ormai semo veci!


I mostri lungo la strada


Il pollo Paul sulla cima della montagna


GPM conquistato!


Le solite due religioni a contrasto


Veria by night

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