martedì 8 ottobre 2013

XXIII tappa: maledette puntarette!

Tappa: Kesan - Tekirdag
Km: 88
Media: 20,4

Penso di essermi addormentato un secondo dopo aver toccato il letto ieri, o forse anche meno, da quanto ero stanco. Oggi infatti mi sono svegliato con un certo indolenzimento alle gambe non proprio simpatico, ma i muscoli si sono sciolti un po' camminando per il centro di Kesan (anonimo e per niente interessante) per andare a cambiare euro con lire turche: vedo sventolare con forza la grande bandiera turca nel centro della piazza, anche oggi c'è vento insomma... meno male che non piove, almeno, ma fa un freddo cane, le temperatura è scesa un sacco.
La tappa di oggi è in teoria semplice: un'ottantina di km, che al principio avevo programmato come pianeggianti, ma vista la tappa di ieri, ho i miei dubbi. Ed infatti la strada, che ieri non vedevo per il buio, si rivela in tutta la sua bruttezza e difficoltà. Due/tre corsie per direzione, macchine e camion, un paesaggio privo di interesse tutto intorno, e soprattutto collinette micidiali lungo tutto il percoso. Non si può pedalare per più di due km consecutivi senza che la strada salga o scenda, e non dico salitine facili facili, si parla di puntarette che normalmente sono del 7-8%, che spezzano il ritmo e stancano, come anche il vento contrario, proprio fastidioso. Penso di aver fatto 15 puntarette, un'agonia, tra l'altro le discese non le posso prendere troppo velocemente per colpa del solito vento... Gli 88 km che dividono Kesan da Tegirdag sono tra i più brutti del viaggio, non me li godo per niente, complice anche la stanchezza del giorno prima, che si fa sentire parecchio. Solo negli ultimi km la situazione migliora, avvicinandomi al mare la vegetazione si fa leggermente più rigogliosa e in lontananza si vede l'acqua del mar di Marmora. Magari il paesaggio sarebbe anche più interessante se non fosse per il grigiore perpetuo e per il fatto che i campi di granoturco sono già stati mietuti, risultando così di un marrone noioso.
Tekirdag viene raggiunta dopo una discesa di 3 km che mi porta al livello del mare, le costruzioni mi sembrano parecchio moderne e non ho nessuna voglia di visitare il centro (che comunque non è niente di che, leggendo in giro), e me ne vado direttamente verso la casa del ragazzo che mi ospita questa sera, il buon Engin. Mentre lui è al lavoro, io ne aprofitto per riposare a casa e a non fare niente, zero voglia di uscire e prendere altro freddo. Finalmente arriva Engin a casa, con il quale si parla di rock e film assieme alla sua ragazza, ascoltando blues n roll turco di fronte ad una buona cenetta. Non si può chiedere di meglio per terminare una giornata così, la peggiore del viaggio, paesaggisticamente parlando: eeeeh, non può mica andare sempre di lusso! Ma domani è l'ultimo giorno, in teoria, Istanbul è ormai a un passo!


 Che bella la bandiera turca che sventola vero?? E invece nooooo!!! Maledetto vento...


 Ogni tanto, in lontananza, c'è anche un po' di verde


Il pollo Paul guarda con sconforto l'orribile strada percorsa

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