Tappa: Ohrid - Florina
Km: 104
Media: 19,9
Il sole continua a splendere in Macedonia e noi non possiamo che esserne contenti. Oggi bisogna andare in Grecia, a Florina, e decidiamo di scegliere la via piu’ corta per raggiungerla: la piu’ lunga avrebbe costeggiato il lago Ohrid, scalato una montagna dalla quale si potevano vedere sia il lago Ohrid che il Prespa, e costeggiato per un momento quest’ultimo. Anche la via piu’ corta presenta pero’ delle difficolta’, due montagne da 1100 mt, non cosi’ complicate se pensiamo che Ohrid e’ piu’ o meno a 500 mt, ma tanto ormai siamo abituati ad andare su.
La colazione e’ come al solito enorme, sugellata dall’ultimo burek alla ricotta di Ivica, si cambiano gli ultimi dinari macedoni rimasti, e si parte! La prima salita comincia dopo pochi km, ed e’ estremamente piacevole, strada larga, poco trafficata, circondata da boschi, pendenze sotto il 5%, cappelle ortodosse di dubbio valore artistico, e soprattutto troviamo un albero di susine selvatiche che ci regala alcuni dei frutti piu’ buoni dell’intero viaggio! A meta’ salita troviamo altri viaggiatori biciclettari, appena usciti dal bosco nel quale avevano campeggiato: e’ una coppia francese diretta ad Istanbul, e poi Asia orientale, per quindi poi ritornare in Francia dal Marocco, per un tempo previsto di un anno. La missione e’ raccogliere immondizia nei luoghi piu’ sporchi che trovano, che ciclisti ecologisti! La nostra missione qual’e’?? Razziare la frutta di ogni albero che troviamo?? Boh! Con loro pedaliamo e chiacchieriamo fino alla cima della montagna, trovando lungo il cammino, fatalita’, un’enorme discarica posizionata proprio nel bosco, e poi li lasciamo per lanciarci velocemente in discesa.
A valle il clima e’ piu’ caldo, e soprattutto ci sono un sacco di alberi di mele, da quelle piccole e selvativhe, a quelle grandi e grosse da coltivazione, comunque tutte buonissime. La strada spiana per un po’ e poi ricomincia la seconda salita, che sara’ piu’ corta della prima (la valle si trova gia’ a 800 mt), ma meno bella, meno alberata (e infatti sentiamo parecchio i raggi del sole). Sulla cima troviamo un’altro ciclista matto, Bruno, uno spagnolo che viaggia in un gruppo che al principio era di 16 persone e che ora e’ ridotto ad 8, quasi tutti tedeschi, ed impegnati nel circo sociale: pedalano 30-40 km al giorno, la direzione e’ l’India e in ogni localita’ che raggiungono lavorano come artisti di strada (le biciclette sono stracariche dei loro strumenti di lavoro).
La discesa e’ velocissima e ci porta praticamente fino a Bitola, con un paesaggio completamente diverso, piu’ secco, caldo e brullo, e durante il percorso troviamo anche tutti gli altri del gruppo di Bruno: viste le ragazze presenti, penso che anch’io andro’ in India con loro… Bitola e’ diversa da tutte le alter citta’ e villaggi macedoni che abbiamo visto, ha un aria piu’ occidentale, con molti palazzi dell’ottocento, e’ abbastanza vivace, e la visitiamo velocemente ma con piacere. Ci sono addirittura anche dei peruviani che vendono le solite cose, ed io e Roberto, peruviani adottati, non facciamo che chiederci che ci fanno dei peruviani in Macedonia. Ci fermiamo a scambiare quattro chiacchiere, due di loro ci regalano continue perle di saggezza sulla bellezza della fauna locale: dobbiamo solo inchinarci davanti a cotanta "raffinata saggezza peruviana".
Bitola e’ l’ultima citta’ della Macedonia, da li alla frontiera sono solo 15 km, che raggiungiamo velocemente, tralasciando per errore le rovine di Heraclea dietro di noi (pensavo che i chilometri fossero molti di piu’ e volevo arrivare a Florina ad un orario decente…). Di nuovo in Unione Europea, affrontiamo gli ultimi km con estrema calma, godendoci il sole che batte ancora forte, il paesaggio brullo, ed i villaggi sonnolenti della Grecia, proprio diversi da quelli Macedoni, nessuno per strada, zero vita. Ci perdiamo nella ricerca delle fantomatiche rovine di Niki, e notia o che ci sono troppi cani in liberta’, infatti uno tenta un attacco a sorpresa a Roberto, fallito per il contrattacco vocale di Roberto, che spaventa ancora di piu’ il cane.
A Florina arriviamo che sono piu’ o meno le cinque, ma poi scopriremo che sono le sei: in Grecia c’e’ un’ora in piu’! Prima di incontrarci con Vasilis, il nostro couch, ne approfittiamo per mangiare e visitare la piccola cittadina. Non c’e’ molto da vedere, a parte una chiesa, un lungofiume con delle casette ottomane ed una via principale stracolma di gente e locali, l’atmosfera e’ molto rilassata e a parte quella via, non ci sono molte anime in giro… Vasilis, avvocato comunista, ci accoglie calorosamente a casa sua, e mentre lui ritorna a lavorare (ma sti avvocati lavorano anche di note?), ci rilassiamo e ci godiamo la Florina by night, e terminiamo in un baretto con Vasilis e un’amico, a parlare di Grecia, politica e liquorini locali, che assaggiamo piu’ che volentieri, e che ci danno il colpo di sonno finale… e buonanotte!
Gli ecologisti francesi incontrati durante la prima salita
Un uomo solo affronta la montagna...
...e si lancia, libero, nella discesa... atento ai busi!
Bitola
Le mitiche macchine dei boscaioli macedoni, con sega incorporata!
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