sabato 5 ottobre 2013

XX tappa: il primo bagno

Tappa: Thessaloniki - Nea Peramos
Km: 160
Media: 25

La prima e piu' grande preoccupazione per ogni ciclista che deve cominciare una giornata in bici e' il tempo, e si teme sempre quello che si puo' vedere aprendo la tenda della finestra: sole o brutto tempo? Questa volta il destino riserva sole, e bello raggiante, e cosi' il giorno comincia nei migliori dei modi. Uscire da Thessaloniki e' un'impresa, come in tutte le citta' grandi, e ci metto un bel po': trovo anche due colleghi ciclisti, prima un polacco che sta girovagando per i Balcani, il secondo e' un signore che mi scorta fino all'incrocio per uscire da Thessaloniki, per una strada che lui definisce la migliore. Un appunto, le strade di Salonicco fanno veramente schifo, piene di buche e dunette che fanno sobbalzare ogni volta il bagaglio che ho dietro. La strada indicata dal signore e' niente di meno che una specie di tangenziale con tre corsie per direzione, che incredibilmente i ciclisti possono fare. Per uscire dalla citta' bisogna affrontare una collinetta, niente di che, ma faticosa pare estremamente lunga e senza curve se affrontata dalla tangenziale. Con le (poche, fortunatamente) macchine e camion che sfrecciano accanto, arrivo alla cima e riesco a prendere una stradina secondaria per affrontare gli ultimi metri della salita e...sorpresa! D'improvviso, la nebbia. Un nebbione da fogo che occupa tutta la vallata sottostante, fino alla cima della collinetta, sembra che il piccolo rilievo protegga Salonicco, dove invece brilla ancora il sole.
Un po' triste ed infreddolito da questa novita', comincio la discesa, che mi portera' finalmente verso la strada statale che mi portera' da un lato all'altro della penisola Halkidiki, una specie di mano a tre dita: ecco, io percorrero' praticamente la parte delle nocche della penisola (che dicono splendida). La strada, nonostante sia una statale, e' poco trafficata, e' domenica e si vede, non c'e' nessuno in giro, e io me la godo, anche perche' la nebbia scompare man mano che il sole si alza. Alla mia destra, le colline, alla sinistra un paio di laghi, uno ormai secco e (mi pare) salato, l'altro bello azzurro, sul quale si affacciano altre montagne piu' a nord. Pedalo piacevolmente per queste terre, non troppo brulle come le zone intorno a Kozani o poco interessanti come la strada per Salonicco, e incontro un altro compagno ciclista, un taiwanese che da Honk Hong e' diretto in Spagna, complimenti!
Attraversate le "nocche", mi ritrovo all'altro lato della penisola, e appare finalmente il mare. Dopo una novantina di km, ad asprovalta, e' ora di fare la prima pausa, ovviamente in spiaggia. Pane e miele e, soprattutto, un bel bagnetto in mare, che bella sensazione, che freschezza dopo tutta quella sudata! Purtroppo di km devo pedalarne ancora tanti, e quindi non posso stare ad ammollo per molto, ma quei minuti nel mare sono serviti per eliminare psicologicamente giorni e giorni di montagne tra i Balcani.
La strada che si dirige a Kavala costeggia il mare costantemente, e i miei occhi godono parecchio alla vista di tutta quell'acqua alla mia destra. Il clima e' perfetto, si passa per zone storiche (fonti termali dove si bagnavano gli antichi greci e grandi statue di leoni), a volte c'e' qualche collinetta, ma sporadica, e mi avvicino velocemente alla meta, fin quando una strada secondaria che costeggia il mare (a volte la statale si allontana un po' dalla costa), si trasforma in sterrato, con conseguente ed imminente foratura: trovo ben cinque spine attaccate alla ruota anteriore! E' gia' la seconda foratura in Grecia, piu' i raggi rotti: che le strade portino un po' sfiga qua? Secondo me e' Roberto, che ha oltre a forature e danni vari, ha previsto anche la pioggia... mannaggia a te!
Cambio la camera d'aria velocemente e ricomincio a pedalare fino ad arrivare, finalmente, a Nea Paramos, un villaggio costiero e turistico a 20 km da Kavala, dove c'e' Nikos che mi ospita. Io sono un po' stanchino, il sole ha battuto bene oggi, ma meglio cosi'! Con Nikos mi dedico alla cucina, con un paio di paste, della quale una con un sugo di spezie orientali, cipolla, uvetta, fichi secchi e mandorle che e' venuta niente male! Termina la serata con un assurdo film di Nicolas Cage, che mi convince che e' meglio andare a letto va, piuttosto che vedere fanciulle indemoniate che hanno bisogno di un esorcismo!


Il pollo Paul si rosola al sole... mmm che profumino... e che fame! ehm scusa pollo Paul, non mi riferivo a te!


La strada lungo il mare


Uva uva uvaaaa!!


Le belle spiagge che si notano dalla strada...

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