Tappa: Nova Gorica - Ljubljana
Km: 129
Media: 20,3
Oggi, piu' che la bicicletta, avrei dovuto viaggiare con l'Arca di Noe' piuttosto, tremendo acquazzone!
San Paolo Ghidini (amico bergamasco conosciuto in Argentina) era riuscito a salvarmi dal nubifragio friulano (io dovevo partire l'8, ma lui poteva venire con me il 9 e allora posticipai il tutto, ma alla fine non ha potuto), ma non da quello sloveno...
E si' che la giornata era cominciata bene! Dopo la notte piovosa, il maltempo aveva dato una tregua a prima mattina, e in seguito una gigantesca colazione e i consigli utili di Roman, ero partito di buona lena in direzione di Lubiana: freschetto, ma sopportabile. Dopo i primi km, leggermente ondulati e immersi nel verde, il cielo si fa sempre piu' nero ed io inizio a fare fatica ad andare avanti, ma proprio tanta fatica! Ho bucato? No... Gli alieni mi stanno trascinando su nel cielo con un raggio d'attrazione? Neppure... Un segnale qualche metro piu' avanti da una risposta alle mie domande: c'e' segnato 70, e non sono i km massimi di velocita', bensi' i km/h in quel momento del vento... Appero'! Non ce la faccio a tenere dritta la bicicletta, devo tenere tutto il peso del corpo verso sinistra, cosi' il vento non mi fa cadere fuori strada (e meno male che non soffiava dall'altro lato, senno' venivo schiacciato da qualche macchina!). Arrivo ad Ajdovscina, mi riprendo le forze consumate con un krapfen gigantesco, ma dopo aver ripreso la marcia la leggera pioggia che stava cadendo si trasforma in un acquazzone terribile, che con il vento annesso mi costringe a rifugiarmi sotto un distributore di benzina. Io non dico che durante il viaggio non devo trovare vento o pioggia, ma almeno una calamita' alla volta, non due! Meno male che alla fine non ho bucato, il che poteva essere ancora piu' desolante.
Nonostante acqua (leggermente diminuita) e vento riprendo la pedalata, ma le cose si fanno ancora piu' difficili, la strada sale, un cartello dice 8% (ma mi sa che e' meno), ma il vento stavolta e' contro, una fatica a salire su! Meno male che ho il potere del rock 'n' roll, e grazie ai Black Sabbath ce la faccio... Scollino vicino a Razdrto, e da li cominciano tuoni e fulmini, con conseguente ritirata in un alimentari, da dove guardo l'orribile spettacolo per mezz'ora, ingozzandomi di ogni genere alimentare per passare il tempo. Piove tanto, ma cavolo, dovro' pur muovermi! E allora mi butto a capofitto in discesa, e piu' in giu' piove di meno, e a valle scompare il vento.
Per pazzia personale, decido che, nonostante non sia la giornata adatta, una deviazione per vedere il castello di Predjama la faccio lo stesso, e allora via, di nuovo su e giu' in mezzo ai bellissimi (e umidissimi) boschi sloveni: il castello valeva la pena vederlo, incastonato nella roccia e nel bel mezzo del nulla. Ancora km su e giu', con la pioggia che gradualmente perde d'intensita', passando per piccoli villaggi e tantissimi campi con alberi che mi regalano mele, pere e prugne, finche' una lunga discesa mi porta fino alla valle che poi mi portera' verso Lubiana.
A Lubiana verro' accolto da Robin, ma solo dopo le 10 di sera, quindi ne approfitto per vedere la piccola ma graziosa citta', di stile molto nordico/austriaco, nulla da spartire con le citta' italiane: me la ricordero' per il castello in cima ad una collina, la strada con le scarpe appese, il ponte dei draghi, le stradine caratteristiche, e gli europei di basket organizzati in corso proprio in questi giorni. Infreddolito e inzuppato d'acqua, Robin mi accoglie a casa sua con una brodo caldo che mi tira su di morale, e io, stanchissimo, me ne vado a letto, sperando in un domani migliore!
Il sole squarcia il cielo in un paio di isolate occasioni, prima del diluvio universale...
Il vento!
Il castello di Predjama
Un nuovo nemico da affrontare per il pollo Paul! Il drago del ponte dei Draghi!
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