Tappa: Zagreb - Gradiska
Km: 186
Media: 24,5
In principio dovevo pedalare per la statale che affianca l'autostrada che da Zagabria porta alla frontiera con la Bosnia Herzegovina e quindi Gradiska, pero' poi, anche per dare un senso di continuita' al viaggio, ho deciso di pedalare lungo il corso del fiume Sava, con una strada a zig zag che mi avrebbe fatto fare piu' km, ma piu' tranquilli e verdeggianti.
Km: 186
Media: 24,5
In principio dovevo pedalare per la statale che affianca l'autostrada che da Zagabria porta alla frontiera con la Bosnia Herzegovina e quindi Gradiska, pero' poi, anche per dare un senso di continuita' al viaggio, ho deciso di pedalare lungo il corso del fiume Sava, con una strada a zig zag che mi avrebbe fatto fare piu' km, ma piu' tranquilli e verdeggianti.
Per uscire da Zagabria ci metto quasi un'ora, tra strade trafficate e lavori in corso, ma da li in poi saranno solo strade con una media di dieci macchine all'ora! Fa freschetto, ma c'e' il sole verso sud est, che e' proprio dove sto andando... Dopo aver raggiunto con fatica il villaggio di Petina, la strada si svuota, e da li saro' solo io e i campi, con il granoturco gia' bello alto. La solitudine di questi posti mi fa stare bene, pedalo in tranquillita' in mezzo alla carreggiata, mentre il primo sole della mattina scalda la mia schiena: di tanto in tanto spunta una chiesa con quattro case in mezzo alla campagna, che interrompono la monotonia (comunque sempre affascinante) della zona. La strada segue per quasi tutto il tempo la riva della Sava, in posizione rialzata, fiume sulla sinistra e campi sulla destra, come nella strada dai Molini a Zevio insomma, ma al contrario! L'atmosfera si fa umida man mano che la Sava rallenta il suo corso, fino a formare quasi dei banchi di nebbia come quelli che si vedono a novembre nelle basse veronesi, rendendo il paesaggio decisamente affascinante.
I kilometri passano senza difficolta', colline e montagne sono distanti, fino a Sisak, dove lascio la riva destra del fiume per quella sinistra, dopo aver salutato con felicita' il ritorno di un bel sole estivo, che bacia le mura del bel castello locale. Le lunghe strade diritte della sponda sinistra del fiume mi portano ad attraversare innumerevoli villaggi di piccole dimensioni, fino all'entrata del parco naturale Lonja, un paradiso per gli amanti degli uccelli (Moana Pozzi viene spesso in vacanza qui...), con le acque della Sava che si fanno piu' acquitrinose e ricche di vegetazione. Sono posti di assoluta tranquillita', che mi godo alla grande, tra villaggi dalle case dalle caratteristiche case di legno e un sacco di uccelli di tutti i tipi: questa e' una parte di Croazia non conosciuta dai classici turisti che vanno sulla costa (me compreso), ma che vale tantissimo!
Purtroppo perdo i miei occhiali da bici, che mi aveva regalato l'amico Samuel, ora quantita' industriali di moscerini, mosche e chissa' quant'altra fauna alata, mi entrera' negli occhi! Tra i villaggi piu' conosciuti c'e' Krapje, che dicono avere le migliori case in legno della zona, ed in effetti e' un piacere osservare queste costruzioni caratteristiche pedalando per le strade del parco. Tra l'altro, e' pieno di alberi da frutta, e faccio golose scorpacciate di mele aggratis...
I km pedalati sono tanti, e al numero 140 arrivo alla frontiera con la Bosnia Herzegovina, a Jasenovac. Veloce passaggio in frontiera e giu' verso sud-est per raggiungere Gradika, che non sembra arrivare mai. Attraverso boschi pieni di funghi, veramente pieni, dove mio papa' farebbe man bassa e dove lo chef Marco del ristorante dove ho lavorato potrebbe fare gnocchi ai porcini per altre tre edizioni del Fungo d'Oro, e vedo anche i primi minareti: Istanbul e' proprio piu' vicina! Anche qua poche macchine, mi sembra di fare una lunga ciclabile da kilometri e kilometri, anche una volpe attraversa la strada, finche', finalmente, dopo che il sole e' stato oscurato da nubi minacciose portate da un vento che annuncia pioggia, arrivo a Gradika: il contakilometri segna 186, molti di piu' di quanti avevo previsto! Dopo poco mi incontro con Drazen, il ragazzo che mi ospita, e dopo un caffe' al bar e quattro chiacchiere sul calcio italiano con i suoi amici e sui casini tra le popolazioni bosniache (pensate che qua al nord della BH si sentono piu' Serbi che Bosniaci, infatti, per esempio, tifano Serbia!), vado a casa sua, dove la mamma mi rimpinza a dovere! La serata termina in un baretto locale, con una buona birretta e buone chiacchiere con Drazen, sua morosa ed altri amici...
Domani ci sono le prime vere montagne del viaggio, dopo giorni di pianura. La gamba dovrebbe farcela, speriamo che il tempo reggi! Laku noć!
Campagna croata
Strade nel parco Lonja
Le casette di legno dei paesetti attraversati
Oh, il pollo Paul ha trovato un funghetto!
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