Km: 107
Media: 17,4
La tenda occupata ha fatto il suo dovere durante la notte, e nonostante il vicino ruscello e la stretta valle, poco colpita dai raggi del sole, non abbiamo dormito per niente male. Dopo la solita gigantesca colazione vediamo la tedesca Cristina passarci di fronte mentre carichiamo le nostre cose sulla bicicletta: ci saluta ma non si ferma per pedalare con noi... mah, io, se fossi solo, mi fermerei...
Comunque sia, dopo aver consultato la mappa decidiamo per un percorso piu' montagnoso (con un passo a 1500) ma piu' corto, rispetto a uno piu' lungo, piu' pianeggiante ma decisamente piu' trafficato, per raggiungere la capitale della Macedonia, Skopje. La strada sale leggermente per i primi km, la pendenza e' leggera, e il sole aiuta a tenere alto il morale: raggiungiamo Cristina dopo pochi km, ma poi ci scappa via di nuovo, mentre facciamo le nostre foto. La vallata ci regala viste per niente male, con pareti rocciose che sembrano muri ai nostri lati, e un ruscello che rinfresca la giornata. Mano a mano che saliamo si incontrano i primi villaggi, segnalati dai soliti minareti che spuntano dal verde, noi che siamo abituarli a pensarli nel deserto! Troviamo poi Cristina mentre si beve un caffe', la salutiamo e poi non la rivedremo piu', il tira e molla finisce, per ritrovarla infine al passo, raggiunto dopo dei tornanti che annunciano pendenze piu' pesanti, e che ci accompagnano sul lato destro della montagna con bei boschi di pini. Lassu' sono i venditori di frutti di bosco e noci ad accoglierci calorosamente, con un sacco di domande e consigli per la strada.
La discesa e' bella, le conifere lasciano il posto a foreste di latifoglie, alberi di mele e campi coltivati, lo scenario cambia completamente. Dopo i primi km di forte discesa, la strada comincia ad andare su e giu', ma e' sempre piacevole, seguendo fiumiciattoli e sempre per strade poco trafficate. A valle ci rendiamo conto di essere ormai vicini alla frontiera con la Macedonia, e parte la disperata ricerca di un venditore di adesivi da attaccare dietro la macchina, di quelli che dicono la provenienza: Roberto sta attando sulla bicicletta tutti gli adesivi degli stati che visita, e quello del Kosovo pare introvabile. L'ultimo distributore prima della frontiera e' proprio quello che riesce a non interrompere la tradizione.
Entriamo in Macedonia sorpassando una ventina di auto in coda, e subito ci viene una forte voglia di frutta... chissa' perche'! Dalla frontiera a Skopje la strada e' facile, nonostante alcuni tunnel che vengono evitati con delle strade che li costeggiano, purtroppo pieni di spazzatura e vetri: non proprio un bel biglietto da visita per il paese. Skopje e' grande ed incasinata, ma la prima cosa che facciamo non e' andare al centro, ma verso la casa di Bojan ed Irena, una coppia macedone che avevo gia' ospitato in casa e che gentilmente ricambiano il favore. L'accoglienza e' delle migliori, loro sono gentilissimi, e dopo un caffe' con marmellatina locale di fichi, ci diamo dentro con il pranzo, fagioli, insalata con verdura dell'orto e polpette kebab, innaffiate con rakia e rigeneranti birrette, e soprattutto un sacco di interessanti conversazioni, che ci fanno conoscere meglio questo paese che cosi' poco conosciamo... Poveretti, tutti se lo vogliono prendere, i bulgari, i greci (che ce l'hanno con loro anche perche' vogliono che cambino nome), gli albanesi e i serbi.
La sera io e Roberto ci visitiamo la citta', una delle piu' strane che ci e' capitato di vedre. Quasi tutto e' nuovo: ricostruita dopo il terremoto degli anni 60, negli ultimi anni le manie di grandezza del presidente (che vuole ricordare l'antico splendore macedone) hanno avuto come conseguenza la costruzione di palazzi in stile classico, enormi statue e fontane (ovunque e di dubbio gusto), ed archi di trionfo. Sembra Gardaland, o, come dice Roberto, Gothan City... e ci sono altre cose in via di costruzione. Nel teatro, anch'esso di nuova costruzione, ci introfuliamo ad un inaugurazione di una pubblicita' di un profumo, con la nostra eleganza estrema, veniamo pure fotografati, e noi ce ne andiamo allegramente a scroccare i deliziosi pasticcini locali! Poi ci troviamo con Bojan ed Irena, che ci accompagnano verso i ponti, anche questi costellati di statue e di un lampione ogni 2 metri. Li' scopriamo il curioso sistema per tenere pulite le statue: c'e' un affare che emana ultrasuoni che serve per allontanare gli uccelli, cosi' non possono fare la cacca sui monumenti, che roba! Da li ci incamminiamo verso l'area antica della citta', quella musulmana, con l'antico bazar, con le caratteristiche stradine in pietra e casette a due piani, con il secondo piano bassissimo, le piazzette, le fontane vicino alle moschee, i bagni turchi e l'animata vita serale. Dopo un caffe' turco, le solite mandorlette salate, e la simpatica compagnia della coppia, saliamo verso la fortezza e poi casa, e' mezzanotte passata e bisogna dormire... il giorno dopo ci aspettano altre montagne ed altre avventure!
Limiti di velocita' per i carro armati?????
Il pollo Paul incita Roberto sulle ultime rampe prima del passo
La modesta statua/fontana di Alessandro il Grande
Evviva il neoclassicismo!
Su questa statua non si puo' cagare, spiacenti...
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