Tappa: Skopje - Monastero Jovan Bigorski
Km: 120
Media: 19
Come fu il pranzo, anche la colazione con Bojan ed Irena e' esageratamente grande e lunghissimo, ma cerchiamo di aprofittare al massimo della loro simpatia fino all'ultimo, e cosi' che usciamo da casa che sono quasi le dieci ormai (tardissimo per le uscite in bicicletta!). Il cielo non e' bello, parecchio nuvoloso, ma non dovrebbe piovere. In teoria la tappa si prospetta abbastanza pianeggiante almeno per i primi 70 km, poi cominceranno le salite, sempre secondo google map! La destinazione e' il monastero Jovan Bigorski: al principio avremmo dovuto campeggiare vicino al lago Mavrovo, ma a 1500 metri forse non sarebbe un'ottima idea, e sulla guida Lonely Planet dicono che nel monastero ospitano per soli 4 euri... e poi vuoi mettere, dormire in un monastero ortodosso!
Grazie ai consigli di Bojan ed Irena riusciamo ad evitare l'autostrada e a prendere una strada sconosciuta che la costeggia, che va su e giu' ma almeno e' tranquilla. I paesaggi non sono granche', spesso abbiamo l'autostrada sulla destra e qualche villaggio sulla sinistra, ma tutto e' un po' grigio, sara' il tempo. I primi km passano facilmente, rapidi, finche' notiamo in un baretto due ciclisti, cosa rara da queste parti, e decidiamo di fermarci per due chiacchiere. Alla fine pedaleremo con loro fino a Tetovo, con loro, quasi neofiti della bicicletta, che si sorprendono per il viaggio che stiamo facendo.
Arrivati a Tetovo ci lasciamo, e i vecchietti locali ci consigliano una strada asfaltata e facile per arrivare al prossimo paese, Gostivar: la strada e' in verita' un'autostrada, che noi imbocchiamo tranquillamente! Insomma, ormai siamo cosi' allenati che le strade normali ci vanno strette! E poi non paghiamo neanche il pedaggio eheh! Beh, io ormai sono "quasi" abiutuato, ho pedalato nelle autostrade di Spagna, Germania e Albania, mi mancavano quelle macedoni, mentre Roberto se la ride passando il casello e sfrecciando nella lunga e noiosa highway macedone.
A Gostivar ci arriviamo in fretta, ovviamente, e da li, dopo un pranzo caloricissimo, cominciamo a salire in direzione del parco Mavrovo: la cima e' a 1500 metri, ma la salita non e' difficile, lunga ma dalle pendenze ragionevoli. Nel percorso troviamo anche un'altro ciclista che scende, Jovica, di professione dottore, che ci fa quasi un controllo medico sui pedali, chiedendoci non tanto se eravamo stanchi, quanti km avevamo fatto ecc... ma se avevamo male alla prostata, al ginocchio... proprio un dottore!
Il parco di Mavrovo e' grande, e al suo interno ospita un lago, artificiale anche questo (nessun lago naturale fino ad adesso), non stupendo, ma piacevole: in inverno la zona dev'essere piu' bella, il posto e' conosciuto per essere un buon resort sciistico. Dal lago la strada scende per una strada stretta tra due montagne, piu' bella della salita, ma anche piu' fredda, ma man mano che scendiamo la temperatura si fa piu' calda. Anche l'atmosfera si fa piu' calda: ad un certo punto veniamo attaccati da due cani lasciati liberi che facevano la guardia ad una fabbrica. Scendiamo rapidamente da bicicletta e ci facciamo scudo con esse, ma questi due ci mostrano i denti e anche da troppo vicino (ho visto che uno aveva una carie nel canino destro e l'altro le tonsille arrossate!), e i due cretini di padroni neanche li richiamavano! Vabbe', riusciamo a sfuggire in fretta, e con l'adrenalina in corpo arriviamo all'incrocio per il monastero.
L'ultimo km e' una rampa dalle pendenze proibitive, ma ormai il traguardo e' vicino. Situato in una bella posizione, affacciato sulla valle sottostante, il monastero e' un bell'edificio in stile ottomano e ospita monaci ortodossi. All'entrare chiediamo se possiamo dormire li, ma ci rispondono, un po' titubanti, che tutte le camere sono occupate. Mah, che strano... ma chi cavolo vuoi che vada a dormire li??? Dopo un po' arriva l'abate, e con la traduzione di un'altro monaco, ci dice che ci aspettava e quindi c'e' una camera per noi! Bojan e Irena avevano infatti chiamato al monastero e avevano detto che stavamo per arrivare. Che gentili! Da li in poi i monaci ci tratteranno come super ospiti, prima ci offrono una cena da re, poi un te ristoratore e una grappetta locale alla menta, con piacevoli chiacchierate con padre Cirillo, un monaco studente di lingue antiche e che ci ha presi sotto la sua ala protettrice. Poi ci da appuntamento al giorno successivo per la messa bizantina delle 6 e mezza (anzi, anche alle lodi delle 5:30, ma e' un po' prestino ci sembra), la grappetta fa effetto e noi ce ne andiamo allegramente verso i nostri letti: in monastero non si puo' stare fuori dalla propria stanza dopo le 21, e noi siamo ben contenti per questo!
Grazie ai consigli di Bojan ed Irena riusciamo ad evitare l'autostrada e a prendere una strada sconosciuta che la costeggia, che va su e giu' ma almeno e' tranquilla. I paesaggi non sono granche', spesso abbiamo l'autostrada sulla destra e qualche villaggio sulla sinistra, ma tutto e' un po' grigio, sara' il tempo. I primi km passano facilmente, rapidi, finche' notiamo in un baretto due ciclisti, cosa rara da queste parti, e decidiamo di fermarci per due chiacchiere. Alla fine pedaleremo con loro fino a Tetovo, con loro, quasi neofiti della bicicletta, che si sorprendono per il viaggio che stiamo facendo.
Arrivati a Tetovo ci lasciamo, e i vecchietti locali ci consigliano una strada asfaltata e facile per arrivare al prossimo paese, Gostivar: la strada e' in verita' un'autostrada, che noi imbocchiamo tranquillamente! Insomma, ormai siamo cosi' allenati che le strade normali ci vanno strette! E poi non paghiamo neanche il pedaggio eheh! Beh, io ormai sono "quasi" abiutuato, ho pedalato nelle autostrade di Spagna, Germania e Albania, mi mancavano quelle macedoni, mentre Roberto se la ride passando il casello e sfrecciando nella lunga e noiosa highway macedone.
A Gostivar ci arriviamo in fretta, ovviamente, e da li, dopo un pranzo caloricissimo, cominciamo a salire in direzione del parco Mavrovo: la cima e' a 1500 metri, ma la salita non e' difficile, lunga ma dalle pendenze ragionevoli. Nel percorso troviamo anche un'altro ciclista che scende, Jovica, di professione dottore, che ci fa quasi un controllo medico sui pedali, chiedendoci non tanto se eravamo stanchi, quanti km avevamo fatto ecc... ma se avevamo male alla prostata, al ginocchio... proprio un dottore!
Il parco di Mavrovo e' grande, e al suo interno ospita un lago, artificiale anche questo (nessun lago naturale fino ad adesso), non stupendo, ma piacevole: in inverno la zona dev'essere piu' bella, il posto e' conosciuto per essere un buon resort sciistico. Dal lago la strada scende per una strada stretta tra due montagne, piu' bella della salita, ma anche piu' fredda, ma man mano che scendiamo la temperatura si fa piu' calda. Anche l'atmosfera si fa piu' calda: ad un certo punto veniamo attaccati da due cani lasciati liberi che facevano la guardia ad una fabbrica. Scendiamo rapidamente da bicicletta e ci facciamo scudo con esse, ma questi due ci mostrano i denti e anche da troppo vicino (ho visto che uno aveva una carie nel canino destro e l'altro le tonsille arrossate!), e i due cretini di padroni neanche li richiamavano! Vabbe', riusciamo a sfuggire in fretta, e con l'adrenalina in corpo arriviamo all'incrocio per il monastero.
L'ultimo km e' una rampa dalle pendenze proibitive, ma ormai il traguardo e' vicino. Situato in una bella posizione, affacciato sulla valle sottostante, il monastero e' un bell'edificio in stile ottomano e ospita monaci ortodossi. All'entrare chiediamo se possiamo dormire li, ma ci rispondono, un po' titubanti, che tutte le camere sono occupate. Mah, che strano... ma chi cavolo vuoi che vada a dormire li??? Dopo un po' arriva l'abate, e con la traduzione di un'altro monaco, ci dice che ci aspettava e quindi c'e' una camera per noi! Bojan e Irena avevano infatti chiamato al monastero e avevano detto che stavamo per arrivare. Che gentili! Da li in poi i monaci ci tratteranno come super ospiti, prima ci offrono una cena da re, poi un te ristoratore e una grappetta locale alla menta, con piacevoli chiacchierate con padre Cirillo, un monaco studente di lingue antiche e che ci ha presi sotto la sua ala protettrice. Poi ci da appuntamento al giorno successivo per la messa bizantina delle 6 e mezza (anzi, anche alle lodi delle 5:30, ma e' un po' prestino ci sembra), la grappetta fa effetto e noi ce ne andiamo allegramente verso i nostri letti: in monastero non si puo' stare fuori dalla propria stanza dopo le 21, e noi siamo ben contenti per questo!
Prima della partenza con i mitici Bojan ed Irena... il pollo Paul stava ovviamente facendo la foto.
Amici ciclisti durante il viaggio
Si scappa! In autostrada senza pagare il pedaggio!
In discesa attraverso bruttissimi posti
Il pollo Paul e Roberto si chiedono cosa significhi tutto cio'!
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