Tappa: Jajce - Kaćuni
Km: 101
Media: 23,1
Dormire in tenda con la propria bicicletta, e' proprio amore verso il proprio mezzo! Ma almeno sono piu' sicuro cosi'... tra l'altro la tenda va abbastanza bene, peccato che dentro faccia condensa e bisogna stare attenti a non bagnarsi. Anche fuori e' umido per colpa del laghetto, ma svegliarsi con le cascate di fronte non e' cosa che capita spesso. Me ne sto a sonnecchiare nel sacco a pelo fino quasi le nove, e chi se ne frega, tanto la tappa di oggi sara' corta, piu' o meno 65 km! L'acqua del lago mi svegliera' eccome quando mi lavero' (non fa mica tanto caldo, saremo a 500 mt sul livello del mare)...
Dopo una super colazione con altri burek, ricomincio a pedalare in direzione di Travnik. Si segue sempre il fiume, che si fa sempre piu' piccolo, e la strada comincia a salire un po' di piu', ma sara' solamente un 3-4%, meno della Pissarotta insomma! E' domenica e le famiglie si occupano dei campi, proprio tutti, dalle nonne ai bambini, togliendo l'erbaccia, raccogliendo le mele, arando, proprio come una volta, senza mezzi a motore, tutto tradizionale: si vedono anche tante api, e tante bancherelle che vendono miele (immagino sia delizioso...). C'e' il sole, ma le mie gambe girano poco, ed avanzo a fatica, ma non ho nessuna fretta e mi godo il paesaggio, fino ad arrivare a Donji Vakuf, paesetto di mezzo dove l'attivita' della domenica pare sia la pesca: il fiume e' infatti invaso da decine di pescatori, e mi chiedo come possa pescare qualcosa l'ultimo pescatore seguendo la corrente...
Da Donju Vakuf la strada comincia a salire, e stavolta sul serio, appaiono i primi tornanti, un cartello dice 7%, e dice il vero, e dopo qualche km arrivo a quota 927 mt: beh, neanche tanta fatica, solo l'ultima parte era vera salita, l'altra parte me la sono fatta praticamente in due giorni di leggera pendenza tra Banja luka a Donju Vakuf.
Dopo la salita c'e' sempre la discesa, e cosi' anche stavolta, e dopo Turbe arrivo a Travnik velocemente. Persa in mezzo alla valle, Travnik mi e' sembrata un po' vuota, sara' perche' e' domenica, ma le strade chiuse e la gente che camminava tranquillamente per le strade vuote mi hanno dato l'impressione che sia una cittadina sonnolenta! Il centro storico e' interessante, anch'esso in stile ottomano, ma fanno impressione le quantita' di cimiteri, steli bianche disseminate per le colline circostanti, che purtroppo penso siano state causate dalla guerra nei Balcani degli anni Novanta. Anche il castello e' carino e dalla cima si puo' apprezzare Travnik, costellata dalle alte cime degli snelli minareti.
Il mio dubbi e' se rimanere a Travnik e riposarmi li o continuare, ma visto che e' presto e ho ancora un paio di ore di luce, decido di proseguire la strada, cosi' il giorno dopo (destinazione Sarajevo), avrei avuto meno km da fare. Dopo Travnik il traffico aumenta, si capisce che ci si avvicina all'autostrada, con camion e centri commerciali che prendono il posto delle piccole casette e campi che avevo potuto apprezzare prima, ma ben presto lascio la strada principale, a Kaonik, scegliendo una strada secondaria per Sarajevo, quella che passa per Kiseljak. Pedalo ancora una decina di km tra dolci colline, e mi fermo al piccolo villaggio di Kaćuni, e pianto la tenda vicino a un bar: resisto poco tempo, un the veloce nel baretto a fianco, e crollo dal sonno poco dopo.
I pescatori di Danji Varkuf
Un affaticato pollo Paul al primo passo!
Le colline - cimitero di Travnik
Il passato non si dimentica, Srebrenica e' dove c'e' stato un genocidio da parte dell'esercito serbo-bosniaco di Ratko Mladić
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